Legge di stabilità

stabilità
Nelle maglie della legge di stabilità 2015 si nasconde un insidia pericolosa per tutti i cittadini che usufruiscono dei servizi offerti loro gratuitamente dai patronati quale l'INAC.
L'attuale formulazione della norma dispone il taglio di circa il 35% delle risorse destinate ai patronati per la loro insostituibile (affermazione dell'Inps) attività di cerniera tra la pubblica amministrazione e i cittadini. Il solo Inps ha risparmiato 564milioni di euro all'anno (fonte Inps) di risorse pubbliche che grazie alla presenza dei patronati. Il sostegno economico di quest'ultimi non grava sulle casse statali, ma viene assicurato dalla contribuzione dei lavoratori. Riteniamo che questo taglio non sia frutto di una volontà politica ma solo l'artificio di qualche

tecnico ministeriale per far "quadrare i conti". La matematica però, mal concilia con i servizi sociali. Un taglio di queste proporzioni porterebbe ad un ridimensionamento dei servizi ai cittadini, in gran parte non più garantiti dalla pubblica amministrazione, sempre più chiamata ad interventi di "razionalizzazione" che spesso significano soltanto ridimensionamento. I milioni di cittadini che tutti gli anni si rivolgono ai patronati, si troverebbero così a perdere un punto di riferimento sociale fondamentale. Al momento di andare in stampa il patronato INAC sta cercando, insieme agli altri patronati, di scongiurare questo pericolo.
Fonte articolo: "Diritti Sociali" periodico patronato INAC promosso da CIA Belluno.

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